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Festa della Madonna di Sovereto, Terlizzi | Gtours Vacanze
 
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Festa della Madonna di Sovereto

GtoursXP
A partire da € 250,00
Terlizzi
Dal 02/08/2019 al 07/08/2020
Festa della Madonna di Sovereto
 
Terlizzi (Bari)  6 - 7 - 8  Agosto
 
La sacra icona della Madonna resta a Sovereto, esposta alla venerazione dei fedeli, per oltre tre mesi, fino al pomeriggio del sabato precedente la seconda domenica di Agosto, data in cui si terrà l'evento finale della Festa Maggiore. Il ritorno dell'icona a Terlizzi si è svolto nel 1993 con modalità straordinarie, in quanto sono stati utilizzati due splendidi e maestosi buoi aratori che hanno trainato il carro lungo tutto il tragitto come avveniva nei secoli passati. Fulcro degli eventi per la venerazione della santa patrona a Terlizzi è, sin dall'inizio del 700, la serata della Festa Maggiore, celebrata la seconda domenica di agosto con sempre sorprendente partecipazione popolare. Si diffonde in Puglia tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento la tradizione dell'utilizzo della “macchina da festa”, in particolar modo di carri trionfali, quali elementi spettacolari in onore dei propri santi patroni. Ed è proprio il “carro trionfale” in sfilata per le vie di Terlizzi che diventa protagonista indiscusso della celebrazione culturale della calda serata estiva. La macchina da festa alta 22,10 m percorre le vie cittadine spinta dalla forza di 60 uomini e guidata da quattro timonieri che riescono, con le loro caratteristiche movenze, a guidare il maestoso carro. E' indescrivibile la partecipazione emotiva della folla in punti molto critici del percorso, due curve a gomito in particolare, in cui è messa in evidenza la perizia del guidatore e dei timonieri. Tutta la popolazione terlizzese vive con grande fede e passione tutti i momenti della festa, ma crediamo sia necessaria una riscoperta delle nostre radici, unita alla necessità di valorizzare all'esterno le nostre antiche e solide tradizioni religiose e culturali.
 
 
Programma
 
Primo giorno 06/08 
Arrivo nel pomeriggio in hotel in zona Terlizzi con mezzi propri. Proponiamo la visita di Castel del Monte. Castel del Monte è un edificio del XIII secolo costruito dall'imperatore Federico II in Puglia, nell'attuale frazione omonima del comune di Andria, vicino Santa Maria del Monte a 18 km dalla città. È situato su una collina della catena delle Murge occidentali. È stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1996. Cena in ristorante tipico e Pernottamento.
 
Secondo giorno 07/08 
Prima colazione in hotel. Proponiamo visita della città di Bari. La visita alla città più importante della Puglia inizia dal Castello Normanno - Svevo, una delle più grandi costruzione dell’intera regione.
Il Castello fa da portale ideale alla Città Vecchia, stretta tra Corso De Tullio, il lungomare Imperatore Augusto e corso Vittorio Emanuele II. Tutti i maggiori monumenti della città sono racchiusi al suo interno e il primo edificio monumentale che si incontra è la Cattedrale. Nel vicino Museo diocesano sono custoditi preziosi paramenti sacri e numerosi nonchè codici rari, tra cui il celebre rotulo dell'Exultet. Tra i più bei esempi di romanico pugliese, la basilica di S. Nicola si presenta come un possente ma elegante edificio, con la semplice facciata coronata da bifore ed enfatizzata da lesene. Da non dimenticare sono  la cattedra del vescovo Elia, posta dietro l’altare e la Madonna e santi di Bartolomeo Vivarini.
Nella monumentale cripta, che ha la volta sorretta da 28 colonnine con capitelli bizantini e romanici, sono ospitate sotto l’altare le reliquie di San Nicola. La città di Bari, come ogni grande città, è ricca di importanti istituzioni museali. 
La più importante è senza dubbio la Pinacoteca provinciale. Ospitata nel palazzo della Provincia, conserva numerose opere legate alla storia della città; cospicua è la raccolta di icone e sculture medievali, importantissima la collezione di quadri veneti, memori di un antico legame con la città lagunare (vi sono opere di Tintoretto, Paolo Veronese e Paris Bordon) e quella contemporanea (Fattori, Lega, Cremona, De Nittis).
Il Museo Archeologico ospita invece quella che è la più completa raccolta pugliese del genere. Ci sono raccontate tutte le antiche popolazioni che hanno abitato le terre della Daunia (il Tavoliere), della Peucezia (la Terra di Bari) e della Messapia (il Salento). Pranzo in ristorante tipico . Si consiglia in giornata la partecipazione ai festeggiamenti religiosi in onore della madonna di Sovereto. Cena in hotel e pernottamento.
 
Festa della Madonna di Sovereto
LA FESTA
I momenti dedicati al culto della sacra icona della Madonna di Sovereto nell’arco dell’anno costituiscono un ciclo celebrativo che si conclude con la Festa Maggiore, momento in cui il mistico sentire della comunità è fortemente amplificato dai riti di carattere anche folkloristico. Il 5 Agosto è il tanto atteso momento della Festa Maggiore, la festa grandiosa e bella, mistica e soprattutto spettacolare; è il momento dell’imponente Carro Trionfale che ospita il quadro della Madonna di Sovereto. Dal tramonto fino a sera della prima domenica di agosto, il carro sfila tra le vie del centro, una “macchina da festa” di origine settecentesca alta più di 22 metri, spinta dalla forza di 60 uomini e da quattro timonieri che guidano il carro tra due ali di folla. Nella sua imponenza e maestosità riemergono gli elementi tipici della cultura contadina e di quel volere divino manifestato, secondo il racconto popolare, nel prevalere del bue terlizzese su quello bitontino; sono visibili infatti, grandi teste di cartapesta dei buoi sulla parte prodiera del carro (con il bue bitontino sulla sinistra che riporta l’occhio ferito e il bue terlizzese con il corno insanguinato sul lato destro), e ancora la statua di San Michele Arcangelo, altro Patrono della città di Terlizzi. Viva è la partecipazione emotiva della folla che rimane col fiato sospeso quando il carro affronta le due curve a gomito del percorso. L’incanto della festa si protrae ancora con i fuochi pirotecnici che rischiarano in quell’unica e calda notte d’estate tutto l’agro di Terlizzi.
 
Terzo giorno 08/08
Colazione in Hotel. Proponiamo visita della città di Trani. Visita al castello e alla cattedrale e centro storico della città di Trani. Pranzo in ristorante tipico . Rientro ai propri luoghi d’origine – Fine dei servizi.
 
7
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Castel Del Monte

Castel del Monte è un edificio del XIII secolo costruito dall'imperatore Federico II in Puglia, nell'attuale frazione omonima del comune di Andria, a 18 km dalla città nei pressi della località di Santa Maria del Monte. È situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri s.l.m. È stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1996.

L'origine dell'edificio si colloca ufficialmente il 29 gennaio 1240, quando Federico II Hohenstaufen ordinò a Riccardo da Montefuscolo, Giustiziere di Capitanata, che venissero predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi scomparsa). Questa data, tuttavia, non è accettata da tutti gli studiosi: secondo alcuni, infatti, la costruzione del castello in quella data era già giunta alle coperture. Incerta è anche l'attribuzione a un preciso architetto: alcuni riconducono l'opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che a ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Pare che fu costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna. Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l'edificio non era ancora terminato. Fu raramente adibito a feste; fra queste nel 1246 si ricordano le nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino.

A partire dal XVII secolo seguì un lungo periodo d'abbandono, durante il quale il castello venne spogliato degli arredi e delle decorazioni parietali di marmo (le cui tracce restano visibili solo dietro i capitelli) e divenne oltre che carcere anche un ricovero per pastori, briganti e profughi politici. Nel 1876 il castello venne infine acquistato (per la somma di 25.000 lire) dallo Stato italiano in condizioni di conservazione estremamente precarie, che ne predispose il restauro a partire dal 1879. 

Nel 1928 il restauro diretto dall'architetto Quagliati rimosse il materiale di risulta all'esterno del castello e demolì parte delle strutture pericolanti, ricostruendole in seguito per dare al castello un aspetto "ringiovanito"; questo non ne arrestò il degrado e si dovette procedere a un ulteriore restauro tra il 1975 e il 1981. Nel 1936 Castel del Monte fu dichiarato monumento nazionale.

Nel 1996 l'UNESCO lo ha inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità per la perfezione delle sue forme e per l'armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa.

L'edificio è a pianta ottagonale (lato esterno: 10,30 metri intervallo tra le torri più diametro di ogni torre: 7,90 metri) e a ogni spigolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale (lato 2,70 metri), mentre l'ottagono che corrisponde alla corte interna ha lati la cui misura varia tra i 6,89 metri e i 7,83 metri.

Il diametro del cortile interno è di 17,86 metri. Il diametro dell'intero castello è di 56 metri, mentre il diametro di ogni torre è di 7,90 metri. 

Le torri sono alte 24 metri e superano di poco l'altezza delle pareti del cortile interno (20,50 metri).

Lo spazio interno è suddiviso in due piani, rialzati rispetto al piazzale antistante di 3 e 9,5 metri rispettivamente. Le stanze, trapezoidali, sono divise da muri che congiungono gli spigoli dell'ottagono interno e gli spigoli di quello esterno, dove si impostano le omologhe torri.

Il problema della copertura delle stanze è risolto scomponendo il trapezio iniziale in un quadrato centrale e due triangoli laterali. Il quadrato centrale è coperto da una volta a crociera, mentre i due triangoli laterali sono sovrastati da due spicchi di volta a botte per ciascuna stanza. 

Al centro di ogni volta a crociera, nell'intersezione tra i costoloni, fuoriesce dall'intradosso una chiave di volta "estradossata" diversa per ogni stanza. 

I costoloni non hanno una funzione di portanza statica, ma solo decorativa. Le volte a botte sono costruite seguendo l'andamento dei muri esterni relativi a quella parte della costruzione. 

Per quanto adiacenti, i due tipi di volte utilizzate sono completamente indipendenti: nell'intersezione tra le stesse, infatti, si può notare come l'orditura presenti una discontinuità, provocata da una sfasatura nella composizione delle due coperture contigue.

Il piano di imposta della volta è sottolineato da una cornice, ripresa anche nel capitello sopra le colonne portanti.

La comunicazione tra il piano inferiore e quello superiore è assicurata dalla presenza, non in tutte le otto torri, delle scale a chiocciola. 

Le scale si sviluppano secondo un senso antiorario e constano di 44 gradini trapezoidali che si dipartono, ognuno in un unico masso lapideo, da una colonna centrale del diametro di circa 22 centimetri.

Il piano superiore, per quanto ricalchi la struttura del piano inferiore, si presenta più raffinato e curato: i costoloni che sorreggono le volte sono più slanciati, ed ogni sala è vivacemente illuminata dalla presenza delle finestre bifore o, in un caso, trifora. La particolarità di queste finestre è la presenza di gradini e di sedili che le fiancheggiano. 

Lungo le pareti di ogni sala corre un sedile al di sotto della base delle colonne.

Degno di particolare attenzione, all'interno del castello è il marchingegno di manovra dell'antica saracinesca di chiusura del portale principale, visibile con tutti i cavedi necessari, all'interno della muratura portante, per lo scorrimento delle catene che lo sostenevano.

Il portale di ingresso principale si apre sulla parete della struttura ottagonale orientata approssimativamente ad est, vale a dire di fronte al punto in cui sorge il sole in coincidenza degli equinozi di primavera e d'autunno. Ad esso si accede attraverso due rampe di scale simmetriche, disposte "a tenaglia" ai lati dell'ingresso, ricostruite nel 1928.

A differenza del semplice ingresso secondario dalla parte opposta, orientata a ponente, dell'edificio (costituito da un semplice portale ad arco a sesto acuto), l'ingresso principale è decorato con due colonne scanalate che sorreggono un finto architrave su cui si imposta un frontone di forma cuspidale.

Ogni parete presenta due finestre: una monofora in corrispondenza del primo piano e una bifora per il secondo piano, non sempre in asse tra loro. 

Da questa regola si discostano le facciate orientale ed occidentale (quelle in cui sono posti i due portali) che non presentano la monofora, e la facciata settentrionale, che presenta una trifora (dal lato che guarda verso Andria) per il secondo piano. Ulteriori feritoie sono presenti sulle torri, per dare luce alle scale a chiocciola interne.

Dal punto di vista strutturale le mura tra le torri si ergono direttamente dal terreno, mentre le torri presentano uno zoccolo, messo in risalto nella parte superiore da una cornice in stile gotico.

Ad ulteriore prova della perfezione strutturale dell'edificio si può notare come le tangenti ai lati del cortile interno si incontrano precisamente al centro delle torri ottagonali.

Nel cortile interno la compattezza delle mura è attenuata solo dalla presenza di tre ingressi nella parte inferiore e tre "porte finestre" nella parte superiore. La sensazione all'interno del cortile è che tutto il primo piano funga da zoccolo per il piano superiore, alleggerito dalla presenza di archi ciechi.

Si pensa che al centro di questo cortile in precedenza ci fosse una vasca anch'essa ottagonale, costituita da un unico blocco di marmo che secondo la leggenda doveva rappresentare il Sacro Graal che sarebbe rimasto per un periodo all'interno di questo castello.

Sotto la vasca, al centro del cortile, al di sotto del piano di calpestìo è presente una grande cisterna per la raccolta delle acque piovane, aspetto tenuto in gran conto in questo edificio tanto che erano presenti altre cinque cisterne di raccolta all'interno delle torri; quella al di sotto del cortile interno è l'unica rimasta funzionante.

Le alte pareti da cui è formato il cortile interno danno l'idea di trovarsi all'interno di un pozzo che, nella simbologia medioevale rappresentava la conoscenza.

Malgrado sia comunemente definito "castello", l'esatta funzione dell'imponente edificio è tuttora sconosciuta. Privo dal punto di vista architettonico di elementi tipicamente militari e di fossati, posto in una posizione non strategica, in realtà l'edificio non fu probabilmente una fortezza. Alcuni elementi della costruzione, inoltre, fanno decisamente scartare questa ipotesi: ad esempio le scale a chiocciola nelle torri sono disposte secondo un senso antiorario (a differenza di qualunque altra costruzione difensiva dell'epoca), situazione che metteva in svantaggio gli occupanti del castello contro eventuali assalitori perché sarebbero stati costretti ad impugnare l'arma con la sinistra. Le feritoie, inoltre, sono troppo strette anche per ipotizzare un lancio di frecce.

Anche l'ipotesi che fosse una residenza di caccia, attività assai amata dal sovrano, è messa in discussione dalla presenza di fini ornamenti e dall'assenza di stalle e altri ambienti tipici delle residenze di caccia.

A causa dei forti simbolismi di cui è intrisa, è stato ipotizzato che la costruzione potesse essere una sorta di tempio, o forse una sorta di tempio del sapere, in cui dedicarsi indisturbati allo studio delle scienze.

Alcune lievi asimmetrie nella disposizione delle residue decorazioni e delle porte interne, quando non dovute a spoliazioni o alterazioni, hanno suggerito ad alcuni studiosi[senza fonte] l'idea che il castello e le sue sale, pur geometricamente perfette, fossero stati progettati per essere fruiti attraverso una sorta di "percorso" obbligato, probabilmente legato a criteri astronomici.

Per spiegare la totale mancanza di corridoi si è inoltre ipotizzato che al livello del primo piano vi fosse un tempo un ballatoio in legno, oggi scomparso, dal lato prospiciente il cortile interno, che avrebbe consentito l'accesso indipendente alle singole sale.

Una recente ipotesi assegnerebbe alla costruzione la funzione di centro benessere, atto alla rigenerazione e alla cura del corpo, su modello dell'hammam arabo. 

L'edificio, oltre a essere un esempio di costruzione precisa, è carico di simbolismi che hanno appassionato numerosi studiosi.

L'ottagono su cui è artia la pianta del complesso e dei suoi elementi è una forma geometrica fortemente simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, che rappresenta l'infinità del cielo, e quindi segnerebbe il passaggio dell'uno all'altro.

La scelta dell'ottagono potrebbe derivare dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana.

L'intera costruzione è intrisa di forti simboli astrologici e la sua posizione è studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione. A mezzogiorno dell'equinozio di autunno, ad esempio, le ombre delle mura raggiungono perfettamente la lunghezza del cortile interno, ed esattamente un mese dopo coprono anche l'intera lunghezza delle stanze.

Due volte l'anno (l'8 aprile e l'8 ottobre, ed ottobre in quel tempo era considerato l'ottavo mese dell'anno), inoltre, un raggio di sole entra dalla finestra nella parete sudorientale e, attraversando la finestra che si rivolge al cortile interno, illumina una porzione di muro dove prima era scolpito un bassorilievo.

 

 

 

 

 

Uno dei due leoni che fiancheggiano il portale di ingresso 

Sulle due colonne che fiancheggiano il portale di ingresso sono accovacciati due leoni, quello di destra che guarda verso sinistra e viceversa, rivolti verso i punti dell'orizzonte in cui il sole sorge nei due solstizi d'estate e d'inverno.

 

Si può notare un'altra particolarità nell'edificio: alle cinque cisterne d'acqua presenti sotto le torri, si collegano idealmente cinque camini all'interno. Alcuni[senza fonte] hanno posto in relazione questa presenza con le parole del Vangelo secondo Luca: «Oggi io vi battezzo con l’acqua, ma verrà chi vi battezzerà col fuoco», accreditando così l'ipotesi che la costruzione fosse adibita ad una sorta di tempio.

 

È stato notato come l'edificio, visto da lontano, appaia molto simile ad una corona e, in particolare, quella con cui fu incoronato Federico II stesso (anch'essa ottagonale).

 

Volendo idealmente tagliare il portale di ingresso all'edificio con una linea verticale passante per il suo asse, sarebbe possibile vedere una grande F, iniziale del sovrano che la volle e che forse lasciò così la sua impronta e la sua firma. La disposizione delle scale, inoltre, sarebbe stata studiata affinché chiunque esca non possa mai dare le spalle all'edificio o all'iniziale dell'uomo che lo fece costruire.

Il Castel del Monte domina il territorio di gran parte dell'Alta Murgia 

Il numero otto ricorre in vari elementi di questa costruzione: la forma ottagonale della costruzione, del cortile interno e delle otto torri ai vertici, le otto stanze interne, la vasca interna che doveva essere ottagonale, otto fiori quadrifogli sulla cornice sinistra sul portale di ingresso, altri otto sulla cornice inferiore, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie sulla chiave di volta, otto foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala del piano terra, otto foglie di girasole sulla chiave di volta di un'altra sala, otto foglie ed otto petali su quella della quinta sala, otto foglie di acanto sulla chiave di volta dell'ottava sala, otto foglie di fico sulla chiave di volta dell'ottava sala al piano superiore. L'unica trifora della costruzione è rivolta verso la città di Andria.

 

 

Bari

Bari è un comune italiano di 313.855 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia.
È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di san Nicola. 
Tale privilegio ha reso Bari e la sua basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente.
Bari ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'Est europeo e il Medio Oriente. 
Il suo porto è oggi il maggiore scalo passeggeri del Mare Adriatico. 
Dal 1930 si tiene a Bari la Fiera del Levante; più recentemente la città è diventata sede del segretariato per il Corridoio pan-europeo 8.
Il centro storico, conosciuto come città vecchia, è permeato di una storia millenaria e si contrappone all'ottocentesco quartiere muratiano dall'ordinata pianta a scacchiera, che meglio interpreta la tradizione commerciale della città. 
Nel secondo dopoguerra, l'urbanizzazione rapida e spesso incontrollata ha reso meno regolare la parte moderna del capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere muratiano.
La città si affaccia sul Mare Adriatico per una lunghezza di 42 km, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud. Si estende in senso longitudinale per circa 18 km, partendo dalla zona portuale fino all'estremo quartiere Loseto a sud-ovest.
Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. 
La città è caratterizzata da un clima mediterraneo con inverni miti continentali (i primi freddi iniziano solitamente a novembre inoltrato) ed estati calde e asciutte. 
Le escursioni termiche sono contenute dall'azione mitigatrice marina, infatti il capoluogo, trovandosi sulla costa del basso Adriatico, è spesso interessata da venti a regime di brezza. 
Tuttavia la città nei mesi invernali è spesso influenzata dalle correnti fredde di provenienza nord-orientale balcanica e nord-occidentali provenienti dagli alti monti abruzzesi, che sporadicamente determinano precipitazioni a carattere nevoso anche a bassa quota.
La città è ricca possiede una storia articolata, che ha contribuito a donarle, nel corso dei secoli, un cospicuo patrimonio culturale, essenzialmente di tipo architettonico.
 
Architetture religiose
 
Basilica di San Nicola: uno dei simboli della città di Bari, sorge nel cuore della città vecchia, in una larga piazza, dove, prima della sua costruzione, vi era il palazzo del catapano bizantino (distrutto durante una ribellione popolare). 
L'edificio fu eretto tra il 1087 ed il 1197, allo scopo di custodire le reliquie di san Nicola, trafugato da Myra da alcuni marinai nel 1087. 
La sua struttura è uno dei migliori esempi di architettura romanica pugliese.
 
Cattedrale di San Sabino: eretta nell'XI secolo, dopo la distruzione della città (avvenuta nel 1156) ad opera di Guglielmo I di Sicilia. Come la basilica, anche questa chiesa è uno dei migliori esempi di Romanico pugliese: ha una facciata semplice, e, come il resto del complesso, si caratterizza per la presenza di lesene, archi, bifore e monofore. 
In alto presenta un maestoso rosone dalla cornice variegata. I tre portali che immettono nell'interno sono datati all'XI secolo, ma sono stati rimaneggiati nel XVIII secolo.
 
Architetture civili
 
Palazzo dell'Acquedotto Pugliese: nel 1924 l'Ente Acquedotto Pugliese si dotò di una sede centrale, affidando a Cesare Vitantonio Brunetti un edificio in Via Cognetti, a poca distanza dal mare. 
L'imponente candida facciata bugnata che corre attorno ai quattro lati dell'edificio dona l'aspetto inespugnabile di una fortezza. Tuttavia, varcato l'accesso, si possono ammirare gli splendidi interni scaturiti in ogni minimo particolare dalla fantasia liberty di Duilio Cambellotti: il tema dominante è quello dell'acqua, che viene proposto nei grandi affreschi della Sala del Consiglio, nei pavimenti, negli intarsi in legno e madreperla degli oltre 140 mobili originari.
 
Palazzo Mincuzzi: nel cuore del quartiere Murat, all'angolo tra la pulsante via Sparano e via Putignani, Aldo Forcignanò elaborò nel 1923 un progetto con soluzione d'angolo per l'edificio, che mantiene tuttora chiare finalità commerciali. La facciata è un coacervo di colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni tra i quali si sviluppano le molte finestre. Gli interni, ricchi di decorazioni Liberty, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l'edificio.
 
Palazzo Fizzarotti: edificato su Corso Vittorio Emanuele II e radicalmente ampliato negli anni 1905-1907 da Ettore Bernich e Augusto Corradini, si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. Molti degli stilemi del romanico pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche. 
La facciata, composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città occupata dai Saraceni compiuta dalla Serenissima nel 1022. 
Gli interni, accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse decorazioni che richiamano l'epoca federiciana, allegorie delle attività economiche della Puglia e simboli esoterici. L'edificio oggi è adibito ad uso residenziale, ma ospita anche un centro polifunzionale con sale per esposizioni.
 
Palazzo de Gemmis: palazzo Ottocentesco posto in Piazza Garibaldi edificato dai Baroni de Gemmis.
Il Palazzo, elegante e neoclassico, ospitò la raccolta del bibliofilo ing. Gennaro de Gemmis, fondatore della omonima biblioteca, costituita dalla più ampia collezione esistente di documenti sulla storia della Puglia.
Il Palazzo fu requisito per usi militari durante la Seconda Guerra Mondiale.
 
Architetture militari
 
Castello Normanno-Svevo: fortezza costruita nel 1131 da Ruggero II di Sicilia. Nel 1156 Guglielmo I di Sicilia, lo distrusse quasi interamente e, subito dopo, Guido il Vasto, su commissione di Federico II di Svevia, si occupò della sua ricostruzione. Dopo gli interventi di Federico II, durante il XVI secolo, furono effettuati vari interventi per adeguarlo alle esigenze difensive dell'epoca. Il complesso è caratterizzato dalle torri quadrate che lo sovrastano e da un fossato largo e profondo.
 
Fortino di Sant'Antonio Abate: eretto per scopi difensivi. La data di costruzione non è accertata; tuttavia talune fonti citano il forte a partire dal XIV secolo. Distrutto dai baresi nel 1463, fu ricostruito nel XVI secolo per volere di Isabella d'Aragona. La lunga muraglia che circonda tutta la città vecchia, costruita nel XII secolo, e che un tempo offriva uno spettacolo alquanto suggestivo, presentandosi a strapiombo sul mare.
Inoltre lungo tutto il litorale barese (e pugliese più in generale) sono presenti le caratteristiche torri di avvistamento erette in epoca medievale per segnalare l'arrivo dei pirati saraceni, una delle quali da tuttora il nome al quartiere di "Torre a Mare" nella zona meridionale della città.
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