Notice: Undefined index: HTTP_ACCEPT_LANGUAGE in /www/www.gtoursvacanze.it/index.php on line 113
Puglia Centrale - Gruppi, TORRE CANNE | Gtours Vacanze
 
Visualizza
Strutture e Esperienze
Solo Strutture
Solo Strutture con Offerte
Solo Esperienze
Tipologie Strutture
Hotel
Appartamenti
Masseria
Residence
Villaggio
Tutte
Tipologie Esperienze
Esperienze di Fede
Arte
Natura e Sport
Riti e Tradizioni
Campagne e Sapori
Sole e Mare
Coccole e Benessere
Movida
Tutte
3G Gtours
GCLUB
GSPECIAL
GFAST
Tutte
Hotel o destinazione
Chi sei
Cosa cerchi
Budget
Scheda Esperienza
Esperienze
Nelle vicinanze
Caratteristiche

Puglia Centrale - Gruppi

GtoursXP
A partire da € 320,00
TORRE CANNE
nessuna data disponibile
PACCHETTO TUTTO INCLUSO
Puglia Centrale - Gruppi

Il mare è fra i più belli d'Italia e insieme all'entroterra con gli uliveti, i trulli, le masserie, i centri storici crea un paesaggio davvero unico al mondo, un distretto turistico sempre più apprezzato e riconosciuto. 

Le coste della riviera dei trulli si snodano per 50 km, con lunghe spiagge   e dune coperte di macchia mediterranea alternate a insenature sabbiose, e tratti di scogliere che si specchiano in un mare cristallino.

E’ una costa variegata che risponde alle diverse esigenze del turismo balneare: lunghe spiagge sabbiose e animate come da Torre Canne Terme al Pilone, o lunghe spiagge sabbiose e tranquille come da Torre Guaceto ad Apani, e ancora calette vivaci o appartate,  limitate da basse scogliere.

 

Tariffa per gruppi di soggiorno a partire da € 48,00 per persona - include:

 - TRATTAMENTO FBB

 - servizio spiaggia incluso

 - 1/4 di vino 1/2 di acqua incluse

 

ESCURSIONI PER GRUPPI DI SOGGIORNO IN PUGLIA CENTRALE

OSTUNI - ALBEROBELLO

Prima colazione in hotel - Ostuni: visita guidata al centro storico della “città bianca”, per il biancore delle case costituenti il nucleo antico, autentico esempio di architettura mediterranea – pranzo in tipica masseria con degustazione di vino e dimostrazione di cucina - Alberobello: visita guidata alla fiabesca capitale dei trulli. Una passeggiata suggestiva fra le caratteristiche costruzioni in pietra locale.  Rientro in hotel, cena e pernottamento.

 

CASTELLANA GROTTE – MARTINA FRANCA

Prima colazione in hotel – Castellana: visita guidata alle famose grotte di origine carsica, compresa la visita alla grotta bianca – Pranzo in ristorante - Martina Franca: visita guidata al caratteristico centro storico, splendido esempio di arte tardo barocco, con le sue stradine e i suoi bianchi vicoli - Ritorno in hotel, cena e pernottamento.

 

LECCE – OTRANTO

Prima colazione in hotel -  Lecce:  visita guidata al barocco più famoso del Salento con sosta presso la piazza del Duomo e la basilica di Santa Croce - Pranzo in ristorante – Otranto:  visita guidata alla cattedrale con passeggiata nel centro storico dal fascino millenario.  - Rientro in hotel,  cena e pernottamento.

 

MATERA - LOCOROTONDO

Prima colazione in hotel – Matera: Visita ai Sassi, patrimonio dell’ UNESCO, alle chiese rupestri e romaniche – Pranzo in ristorante - Locorotondo: visita guidata al borgo medievale dalla caratteristica forma circolare, paese della Valle d’Itria classificato dall'ANCI (associazione nazionale comuni d’Italia) fra i 39 borghi più belli d'Italia– Rientro in hotel, cena e pernottamento.

 

TRANI - CASTEL DEL MONTE

Prima colazione in hotel - Trani: visita guidata alla suggestiva cattedrale sul mare di San Nicola Pellegrino, uno dei massimi esempi di romanico pugliese  - Pranzo in ristorante - visita guidata a Castel del Monte, antico maniero circondato da pascoli in cima a una collina, patrimonio dell’ UNESCO e capolavoro di architettura sveva voluto da Federico II, ma anche luogo magico e misterioso – Rientro in hotel, cena e pernottamento.

 

 

 

 

 

8
PACCHETTO TUTTO INCLUSO
Nessuna opzione presente.
PACCHETTO TUTTO INCLUSO
PACCHETTO TUTTO INCLUSO
Nessuna video presente.
PACCHETTO TUTTO INCLUSO
Alberobello

Alberobello (Ajarubbèdde in dialetto barese), è un comune italiano di circa 11.000 abitanti della provincia di Bari, in Puglia, al centro della Valle d'Itria e della Terra dei Trulli. 
L'origine del nome è stata oggetto di studi e recenti contributi secondo cui "La denominazione originaria della Selva era "Silva Alborelli", come risulta dal più antico documento autentico, a conoscenza degli studiosi, e cioè il Diploma d'investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto Conte Giuliantonio I, l'eroe di Otranto, furono assegnati al figlio Andrea Matteo illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli, e riportato nel testo integrale, a pag. 319 della pregevole Storia di Conversano, si legge testualmente, "Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari". Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli che, dal 1996, sono patrimonio dell'umanità dell'UNESCO fa parte della Valle d'Itria.
Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio del celebre conte Giulio Antonio Acquaviva, caduto nel 1481 presso Otranto nella guerra contro i Turchi. Il conte Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti. Un suo successore, il potente conte Giangirolamo II detto il Guercio delle Puglie (1600-1665), che aveva eretto un casotto di caccia ed una locanda in loco, iniziò la vera urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di case. L'abbondanza di materiale sedimentario calcareo e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che sono i caratteristici trulli, contribuì all'espansione dell'agglomerato urbano. Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al 1700 secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte. Infatti nel 1644, in seguito di denuncia fatta dal duca Caracciolo di Martina Franca fu ordinata una ispezione regia. Per prevenirne gli effetti, il conte Giangirolamo ordinò ai coloni di demolire le abitazioni e allontanarsi temporaneamente dall'area. Ciò avvenne in una sola notte, cosicché gli ispettori regi trovarono solo pietre sparse.
Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona fino al 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone accolse l'istanza degli alberobellesi ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale. Sino alla prima metà del XX secolo, anche il centro storico di Villa Castelli 
era costituito prevalentemente da trulli, di cui restano pochi esemplari. Alberobello resta oggi l'unica città in cui permane un intero quartiere dei trulli e si pone come capitale 
culturale dei trulli della Valle d'Itria.
 
Monumenti e luoghi di interesse 
 
I Trulli: la storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.
 
Il Trullo Siamese: dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi. Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.
Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra i tetti dei trulli spesso assumono un significato religioso; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, in quanto per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano.
 
Il Trullo Sovrano: Il trullo più grande del paese è chiamato Trullo Sovrano. Fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del Settecento, questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo, 
il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia.
 
Casa Pezzolla: in una zona centrale dell'abitato compresa fra il quartiere Aia Piccola e piazza del Popolo sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla dal nome degli ultimi proprietari, nel 1986 è stato acquistato dal Comune di Alberobello e tra il 1993 e il 1997 è stato interamente restaurato.
Nel complesso a trulli si distinguono due tipi di tessuto edilizio: uno più recente che si affaccia interamente su piazza XXVII maggio e, con un effetto prospettico monumentale, si sviluppa su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle. L'altro tessuto rappresenta la parte più antica e risente dell'influenza della zona monumentale dell'Aia Piccola.
 
Chiesa di Sant'Antonio: edificata tra il 1926 e il 1927 su un terreno sommità del rione Monti, donato da una cittadina di Alberobello ai sacerdoti guanelliani, la chiesa di Sant'Antonio riproduce le fattezze delle abitazioni del rione.
Su una pianta a croce greca s'innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo, che si integra perfettamente con gli edifici circostanti. La chiesa ha subìto un completo restauro nel 2004.
Bari

Bari è un comune italiano di 313.855 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia.
È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di san Nicola. 
Tale privilegio ha reso Bari e la sua basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente.
Bari ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'Est europeo e il Medio Oriente. 
Il suo porto è oggi il maggiore scalo passeggeri del Mare Adriatico. 
Dal 1930 si tiene a Bari la Fiera del Levante; più recentemente la città è diventata sede del segretariato per il Corridoio pan-europeo 8.
Il centro storico, conosciuto come città vecchia, è permeato di una storia millenaria e si contrappone all'ottocentesco quartiere muratiano dall'ordinata pianta a scacchiera, che meglio interpreta la tradizione commerciale della città. 
Nel secondo dopoguerra, l'urbanizzazione rapida e spesso incontrollata ha reso meno regolare la parte moderna del capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere muratiano.
La città si affaccia sul Mare Adriatico per una lunghezza di 42 km, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud. Si estende in senso longitudinale per circa 18 km, partendo dalla zona portuale fino all'estremo quartiere Loseto a sud-ovest.
Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. 
La città è caratterizzata da un clima mediterraneo con inverni miti continentali (i primi freddi iniziano solitamente a novembre inoltrato) ed estati calde e asciutte. 
Le escursioni termiche sono contenute dall'azione mitigatrice marina, infatti il capoluogo, trovandosi sulla costa del basso Adriatico, è spesso interessata da venti a regime di brezza. 
Tuttavia la città nei mesi invernali è spesso influenzata dalle correnti fredde di provenienza nord-orientale balcanica e nord-occidentali provenienti dagli alti monti abruzzesi, che sporadicamente determinano precipitazioni a carattere nevoso anche a bassa quota.
La città è ricca possiede una storia articolata, che ha contribuito a donarle, nel corso dei secoli, un cospicuo patrimonio culturale, essenzialmente di tipo architettonico.
 
Architetture religiose
 
Basilica di San Nicola: uno dei simboli della città di Bari, sorge nel cuore della città vecchia, in una larga piazza, dove, prima della sua costruzione, vi era il palazzo del catapano bizantino (distrutto durante una ribellione popolare). 
L'edificio fu eretto tra il 1087 ed il 1197, allo scopo di custodire le reliquie di san Nicola, trafugato da Myra da alcuni marinai nel 1087. 
La sua struttura è uno dei migliori esempi di architettura romanica pugliese.
 
Cattedrale di San Sabino: eretta nell'XI secolo, dopo la distruzione della città (avvenuta nel 1156) ad opera di Guglielmo I di Sicilia. Come la basilica, anche questa chiesa è uno dei migliori esempi di Romanico pugliese: ha una facciata semplice, e, come il resto del complesso, si caratterizza per la presenza di lesene, archi, bifore e monofore. 
In alto presenta un maestoso rosone dalla cornice variegata. I tre portali che immettono nell'interno sono datati all'XI secolo, ma sono stati rimaneggiati nel XVIII secolo.
 
Architetture civili
 
Palazzo dell'Acquedotto Pugliese: nel 1924 l'Ente Acquedotto Pugliese si dotò di una sede centrale, affidando a Cesare Vitantonio Brunetti un edificio in Via Cognetti, a poca distanza dal mare. 
L'imponente candida facciata bugnata che corre attorno ai quattro lati dell'edificio dona l'aspetto inespugnabile di una fortezza. Tuttavia, varcato l'accesso, si possono ammirare gli splendidi interni scaturiti in ogni minimo particolare dalla fantasia liberty di Duilio Cambellotti: il tema dominante è quello dell'acqua, che viene proposto nei grandi affreschi della Sala del Consiglio, nei pavimenti, negli intarsi in legno e madreperla degli oltre 140 mobili originari.
 
Palazzo Mincuzzi: nel cuore del quartiere Murat, all'angolo tra la pulsante via Sparano e via Putignani, Aldo Forcignanò elaborò nel 1923 un progetto con soluzione d'angolo per l'edificio, che mantiene tuttora chiare finalità commerciali. La facciata è un coacervo di colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni tra i quali si sviluppano le molte finestre. Gli interni, ricchi di decorazioni Liberty, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l'edificio.
 
Palazzo Fizzarotti: edificato su Corso Vittorio Emanuele II e radicalmente ampliato negli anni 1905-1907 da Ettore Bernich e Augusto Corradini, si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. Molti degli stilemi del romanico pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche. 
La facciata, composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città occupata dai Saraceni compiuta dalla Serenissima nel 1022. 
Gli interni, accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse decorazioni che richiamano l'epoca federiciana, allegorie delle attività economiche della Puglia e simboli esoterici. L'edificio oggi è adibito ad uso residenziale, ma ospita anche un centro polifunzionale con sale per esposizioni.
 
Palazzo de Gemmis: palazzo Ottocentesco posto in Piazza Garibaldi edificato dai Baroni de Gemmis.
Il Palazzo, elegante e neoclassico, ospitò la raccolta del bibliofilo ing. Gennaro de Gemmis, fondatore della omonima biblioteca, costituita dalla più ampia collezione esistente di documenti sulla storia della Puglia.
Il Palazzo fu requisito per usi militari durante la Seconda Guerra Mondiale.
 
Architetture militari
 
Castello Normanno-Svevo: fortezza costruita nel 1131 da Ruggero II di Sicilia. Nel 1156 Guglielmo I di Sicilia, lo distrusse quasi interamente e, subito dopo, Guido il Vasto, su commissione di Federico II di Svevia, si occupò della sua ricostruzione. Dopo gli interventi di Federico II, durante il XVI secolo, furono effettuati vari interventi per adeguarlo alle esigenze difensive dell'epoca. Il complesso è caratterizzato dalle torri quadrate che lo sovrastano e da un fossato largo e profondo.
 
Fortino di Sant'Antonio Abate: eretto per scopi difensivi. La data di costruzione non è accertata; tuttavia talune fonti citano il forte a partire dal XIV secolo. Distrutto dai baresi nel 1463, fu ricostruito nel XVI secolo per volere di Isabella d'Aragona. La lunga muraglia che circonda tutta la città vecchia, costruita nel XII secolo, e che un tempo offriva uno spettacolo alquanto suggestivo, presentandosi a strapiombo sul mare.
Inoltre lungo tutto il litorale barese (e pugliese più in generale) sono presenti le caratteristiche torri di avvistamento erette in epoca medievale per segnalare l'arrivo dei pirati saraceni, una delle quali da tuttora il nome al quartiere di "Torre a Mare" nella zona meridionale della città.
Grotte di Castellana

Le Grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud orientali a 330 m s.l.m. sull' altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore circa novanta - cento milioni di anni fa. Il territorio di Castellana è caratterizzato da rocce calcaree composte essenzialmente da carbonato di calcio; in particolare i calcari presenti nella nostra area sono chiamati con il nome di Calcare di Altamura. Le cavità sotterranee si estendono per una lunghezza di circa 3 chilometri.

L'ingresso naturale è rappresentato da un'enorme voragine profonda sessanta metri denominata la grave, termine dialettale locale per indicare una grande voragine. Da qui è possibile raggiungere la caverna bianca. Tutto costituito da concrezioni stalattitiche e stalagmitiche e da gallerie intercalate dall'aprirsi di improvviso di caverne.

La visita al pubblico si snoda lungo uno scenario per circa 1 km. L'itinerario più lungo, richiede due ore e si sviluppa per 3 km, tra caverne e voragini a cui sono stati dati nomi mitologici o fantastici. Dalla Grave alla Grotta Nera o della Lupa Capitolina, dopo aver superato il Cavernone dei Monumenti, superato la Calza e successivamente la Caverna della Civetta, attraversato il Corridoio del Serpente, la Caverna del Precipizio ed il Piccolo Paradiso, si scorre per il lungo Corridoio del Deserto detto anche il Grand Canyon sotterraneo (di una colorazione rossiccia dovuta alla presenza in tale tratto di minerali ferrosi) si raggiunge la Caverna della Torre di Pisa, il limpido Laghetto di acqua di stillicidio, il Corridoio Rosso, la Caverna della Cupola ed infine passando dal luccicante Laghetto di Cristalli, si giunge nella Grotta Bianca, cavità luminosa e splendente.

PACCHETTO TUTTO INCLUSO
Compila i campi del form per richiedere un preventivo.
* Campi obbligatori

Nome*
Cognome*
E-mail*
Telefono*
Data di arrivo*
Data di partenza**
N° Adulti*
N° Bambini (2-12)
Inserisci l’orario preferito per essere contattato
Ulteriori richieste o informazioni
Consenso trattamento dati presonali* (Informativa ai sensi del D.Lgs. 196/2003)
Iscrivendosi al servizio di newsletter, Lei acconsente al trattamento dei dati personali ai sensi del D.L. n. 196/2003. In qualunque momento puó richiedere gratuitamente l’aggiornamento, la rettifica, la cancellazione e l’integrazione dei dati, inviando una mail a: info@gtours.it
Palazzo Mongiò Residence
Residence
Gallipoli
Offerte (0)
da € 300,00
Grand Hotel Riviera
Hotel
Santa Maria al Bagno - Nard [...]
Offerte (1)
da € 70,00
Villaggio Viola
Villaggio
Isola di Varano - Cagnano Va [...]
Offerte (0)
da € 250,00
Fontana Vecchia Residence
Residence
Vieste
Il Residence Fontana Vecchia sorge nel centro di Vieste, a pochi passi dal lungomare Europ [...]
Offerte (0)
da € 343,00

Offerte in Vetrina (19)

Ricevi le offerte last minute a metà prezzo
Iscriviti